Il marchio qualità Partenio

Tra gli obiettivi del Parco Regionale del Partenio, c’è quello fondamentale di creare condizioni di sviluppo e la salvaguardia del territorio attraverso la conservazione, la valorizzazione, la promozione e la fruizione delle risorse naturalistiche, ambientali, storico-religiose e culturali dell’area protetta. A tale scopo è stato approntato un marchio collettivo geografico “Qualità Partenio” che può essere utilizzato dalle aziende presenti sul territorio del Parco, per caratterizzare i propri prodotti attraverso un’immagine unitaria e un’unica identità.

I prodotti tipici

  • Torrone
  • Funghi, tartufi e prodotti del sottobosco
  • Castagne
  • Nocciole
  • Insaccati, salumi
  • Prodotti lattiero-caseari
  • Vino, liquori e distillati
  • Frutta, ortaggi, cereali e trasformati
  • Miele
  • Pane, prodotti da forno e paste alimentari

L'artigianato

  • Oggettistica tipica in legno
  • Oggettistica in ceramica e terracotta
  • Oggetti e arredi in materiale da intreccio
  • Prodotti manifatturieri tipici realizzati in ferro battuto ed altri materiali metallici quali rame, bronzo, etc.
  • Prodotti manifatturieri da filati: merletti, trine, pizzi e ricami

I comuni del nostro Parco

Avellino (Av)

  • Avella, Baiano, Cervinara, Mercogliano, Monteforte Irpino, Mugnano del Cardinale, Ospedaletto d’Alpinolo, Pietrastornina, Quadrelle, Rotondi, Sant’Angelo a Scala, San Martino Valle Caudina, Sirignano, Sperone, Summonte

Benevento (Bn)

  • Forchia, Pannarano, Arpaia, Paolisi

Caserta (Ce)

  • Arienzo, San Felice a Cancello

Napoli (Na)

  • Roccarainola

Parchi nazionali

Parchi e riserve in Campania

  • Vesuvio
  • Cilento e Vallo di Diano

Parchi regionali

  • Taburno Camposauro
  • Monte Partenio
  • Roccamonfina foce Garigliano
  • Matese
  • Monti Picentini
  • Monte Lattari
  • Campi Flegrei
  • Fiume Sarno

Riserve naturali regionali

  • Foce Sele Tanagro
  • Monti Eremita Marzano
  • Lago di Falciano
  • Foce Volturno Cota di Licola
  • Licola Castel Volturno
  • Crateri degli Astroni
  • Tirone Alto Vesuvio
  • Valle delle Ferriere
  • Isola di Vivara

Aree marine protette

  • Punta Campanella
  • Parco Sommerso di Baia
  • Parco Sommerso della Gaiola
  • Costa degli Infreschi e della Masseta, Marina di Camerota
  • Santa Maria di Castellabate

Oasi

  • 12 SIC (Siti di Importanza Comunitaria)
  • 8 ZPS (Zone di Protezione Speciale)

I parchi in Italia

  • P. Naz. del Gran Paradiso (Valle d’Aosta) – 1922
  • P. Naz. Val Grande (Piemonte) – 1992
  • P. Naz. dello Stelvio (Lombardia) – 1935
  • P. Naz. delle Dolomiti Bellunesi (Veneto) – 1990
  • P. Naz. dell’Arcipelago Toscano (Toscano) – 1996
  • P. Naz. dei Monti Sibillini (Marche) – 1993
  • P. Naz. del Circeo (Lazio) – 1934
  • P. Naz. d’Abruzzo, Lazio e Molise (Abruzzo) – 1922/1923
  • P. Naz. del Pollino (Basilicata) – 1993
  • P. Naz. dell’Aspromonte (Calabria) - 1989
  • P. Naz. del Gran Sasso e Monti della Laga (Abruzzo, Marche, Lazio) – 1991
  • P. Naz. del Cilento, Vallo di Diano e Alburni –1991
  • P. Naz. della Majella – 1991
  • P. Naz. del Gargano – 1991
  • P. Naz. delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna (Appennino Tosco-Romagnolo) – 1993
  • P. Naz. Arcipelago della Maddalena (Sardegna) – 1994
  • P. Naz. del Vesuvio (Campania) – 1995
  • P. Naz. dell’Asinara (Sardegna) – 1997
  • P. Naz. dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese (Basilicata) – 2007
  • P. Naz. delle Cinque Terre (Liguria) – 1998
  • P. Naz. dell’Appennino Tosco-Emiliano – 2011
  • P. Naz. della Sila (Calabria) – 2002
  • P. Naz. dell’Alta Murgia (Puglia) – 2004

Regole di comportamento

  • Non lasciamo mai i sentieri contrassegnati per non danneggiare l’ambiente e per non incorrere in situazioni pericolose per noi stessi e per gli altri
  • Non provochiamo suoni, grida o rumori molesti: possono spaventare gli animali
  • Non portiamo con noi cani, neppure al guinzaglio
  • Non raccogliamo le piante e i fiori
  • Non danneggiamo la foresta e le formazioni geologiche
  • Lasciamo ogni cosa com’è al suo posto
  • Non disturbiamo gli animali: senza volerlo potremmo interrompere un momento delicato del loro ciclo biologico. Limitiamoci a osservarli da lontano
  • Non abbandoniamo i rifiuti ma riportiamoli indietro con noi
  • Utilizziamo gli appositi contenitori
  • Evitiamo di sporcare le acque
  • Non campeggiamo o bivacchiamo liberamente
  • Non accendiamo fuochi al di fuori dei punti autorizzati
  • Non abbandoniamo mozziconi accesi che potrebbero provocare incendi
  • Non utilizziamo veicoli a motore. Proseguendo a piedi avremo maggiori opportunità di osservare il paesaggio e di immergerci nella vera natura

Il Parco del Partenio

I parchi naturali

L’articolo 9 della nostra Costituzione recita: “La Repubblica tutela il paesaggio, regolamenta, con apposite leggi, la conservazione del patrimonio ambientale”. Lo Stato ha istituito dei Parchi naturali, ossia dei territori molto estesi per conservare, ai fini scientifici e culturali, la natura in tutte le sue forme.

Il primo parco naturale del mondo fu creato negli Stati Uniti nel 1872 a Yellowstone. In Italia, nel 1921, avendo rilevato la prossima estinzione dello stambecco, i Savoia ne dichiararono la protezione ufficiale nelle riserve di caccia del Gran Paradiso. Tuttavia, il primo Parco Nazionale italiano, il Parco del Gran Paradiso, fu creato nel 1922 con il fine di proteggere la flora e la fauna alpina. L’anno successivo fu creato il Parco Nazionale d’Abruzzo; nel 1934 quello del Circeo, nel 1935 il Parco dello Stelvio, sulle Alpi Centrali, nel 1968 il Parco della Calabria e altri se ne sono aggiunti tra gli anni ’70 e ’80.

I Parchi Nazionali d’Italia sono aree naturali protette terrestri, marine, fluviali o lacustri che contengano uno o più ecosistemi intatti (o solo parzialmente alterati da interventi antropici) e/o una o più formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche d’interesse nazionale od internazionale, per valori naturalistici, scientifici, culturali, estetici, educativi o ricreativi tali, da giustificare l’intervento dello Stato per la loro conservazione. Attualmente iscritti nell’Elenco Ufficiale delle Aree Protette (EUAP) sono ventiquattro, e complessivamente coprono una superficie di oltre 1.500.000 ettari (15.000 km²), che corrispondono a circa il 5% del territorio nazionale.

Le Aree protette in Italia sono invece 871; le aree marine protette sono 30; le riserve statali sono 147; i Parchi regionali sono 152; le riserve regionali sono invece 365 mentre le aree protette regionali sono 171.

Il Parco del Partenio

Il Parco regionale del Partenio istituito nel 2002, occupa una superficie di 14.870,24 ettari e comprende 22 Comuni, variamente distribuiti sull’ambito territoriale, sia nella parte appenninica del Partenio, che nelle valli adiacenti, Valle Caudina, Valle Del Sabato e Vallo di Lauro-Baianese. I centri urbani, in prevalenza appartenenti alle province di Avellino e di Benevento, sono dislocati soprattutto nella fascia pedemontana e le strade che li collegano formano un circuito che circonda l’intero complesso montuoso del Partenio.

La catena del Partenio, lunga 30 chilometri, si colloca tra il Monte Taburno, a nord-ovest, ed il complesso dei Monti Picentini a sud-est. Il sistema montuoso può considerarsi costituito da almeno tre dorsali di diverse dimensioni, allungate tutte da est a ovest e separate da profondi valloni, con corsi d’acqua a regime torrentizio. Le cime maggiori sono Montevergine (1480 metri), Monte Avella (1598 metri) e Monte Ciesco Alto (1357 metri).

Il Bacino imbrifero maggiore è quello del Fiume Calore, che percorre l’area Nord del Partenio. Il territorio è comunque percorso da una rete di piccoli torrenti a sviluppo limitato. Il rio Vergine confluisce presso Avellino nel rio Fenestrelle, affluente del Fiume Sabato.

Di notevole interesse le varie grotte presenti sul territorio. Ingente è anche la presenza di fossili ritrovati sul territorio. Il suolo del Partenio è formato per buona parte da materiali piroclastici, da materiali, cioè, di origine vulcanica, provenienti dal vicino complesso vulcanico del Somma - Vesuvio. Si tratta di suoli particolarmente fertili.

Dal punto di vista climatico il Parco presenta un profilo altamente variabile, dovuto alla vicinanza del mare. In quota la piovosità registrata è una delle più alte del territorio nazionale. Le temperature oscillano tra i 26 e i 17 gradi centigradi, a secondo dell’altitudine, nel mese di luglio (il mese più caldo), mentre la temperatura media di gennaio (il mese più freddo) è di 0°, con oscillazioni in negativo che dipendono dall’altitudine. La neve fa la sua comparsa, anche copiosa, nei mesi invernali, nelle zone in quota. I venti dominanti, infine, sono quelli che spirano da NE, seguiti da quelli che spirano da SW, tirrenici e quindi apportatori di precipitazioni

La Fauna

Nel Parco del Partenio sono presenti ben 11-12 specie di anfibi, a seconda del tipo di classificazione adottata per le rane, localizzate presso torrenti, risorgive, pozzi e canali. Di grande pregio, ma anche di bellezza, sono le due Salamandre: la Salamandrina dagli occhiali, piccola, molto rara ma di notevole interesse naturalistico e la Salamandra pezzata, dalle vistose macchie gialle. A queste si affiancano ben tre specie di tritoni, l’Ululone dal ventre giallo, il Rospo comune e il Rospo smeraldino, la Raganella italica e varie forme di rane. Numerose anche le specie di rettili, la più appariscente delle quali è il Ramarro, dalla tipica colorazione verde brillante. Altrettanto facili da osservare sono i Gechi, di colore grigio, che vivono in genere sulle pareti esterne e assolate degli edifici. Più difficili da osservare, ma molto interessanti, la Luscegnola e l’Orbettino, due sauri che hanno evoluto un comportamento strisciante atrofizzando, o rinunciando del tutto agli arti. I serpenti sono presenti nel Parco con diverse specie, di cui una sola, la Vipera, potenzialmente pericolosa per l’uomo. La specie più comune è il Biacco, un lungo serpente nero, completamente innocuo.

Altrettanto belli e lunghi il Cervone, caratterizzato dalla presenza di quattro strisce nere longitudinali e il Saettone, il serpente che compare nella simbologia della farmacologia e che viene anche detto “Colubro di Esculapio”. La classe dei vertebrati, che conta il maggior numero di specie, è quella degli uccelli. La pratica degli uccelli, o “bird-watching”, si va diffondendo sempre di più nel nostro paese.

Nel Parco regionale del Partenio nidificano più di 70 specie, distribuite nei vari ambienti. Alquanto comuni e ben distribuiti sull’intero territorio del Parco, sono il Merlo, la Cinciallegra, il Fringuello, il Verdone, il Cardellino, lo Scricciolo, la Gazza, la Cornacchia grigia, la Civetta. Passera d’Italia, Taccola, Rondone e Balestruccio, sono tipiche degli ambienti urbani. Sparviere, Colombaccio, Allocco, Cuculo, Picchio rosso maggiore, Picchio verde, Cinciarella, Picchio muratore, Pettirosso, Capinera, Luì piccolo, Rampichino e Ghiandaia, sono comuni negli ambienti forestali. Gheppio, Barbagianni, Upupa, Averla piccola, Passera mattugia, Verzellino, Zigolo nero preferiscono, invece, le aree agricole. Gli ambienti rupestri e i prati pascoli di quota sono sorvolati da Poiana, Corvo imperiale, Allodola, Codirosso Spazzacamino, Rondini e Pellegrino. Quest’ultimo è un falco particolarmente interessante perché dotato di una velocità straordinaria che utilizza per catturare, in picchiata, le prede. Rispetto agli uccelli, i mammiferi sono molto più difficili da osservare, sia perché molto schivi nelle loro abitudini, sia perché conducono vita notturna. La loro presenza è segnalata il più delle volte, dal rinvenimento di tracce e altri segni di presenza: orme, resti alimentari, tane, ecc.

Nel Parco si stima la presenza di oltre una trentina di specie: vari micromammiferi insettivori, le Talpe, il Riccio, alcuni Pipistrelli, la Volpe, la Faina, la Donnola e il Tasso. Notevole, infine, la presenza del Lupo, che però utilizza il territorio del Partenio solo per spostamenti erratici, non potendo disporre di una sufficiente quantità di prede. L’unica che potrebbe soddisfare questa esigenza è il Cinghiale, presente in seguito a introduzioni operate nel passato a fine venatorio.

La Flora

Un’analisi floristica del Partenio ha riportato la presenza di 1162 specie. Alle quote più basse sono presenti i boschi di Leccio, sebbene la specie riesca a raggiungere anche i 1000 metri in ambienti rocciosi ben assolati. Nel bosco si possono incontrare altre specie, sia arboree, come l’Olmo, la Roverella, il Fico e il Cerro, che arbustive, come il Terebinto, il Ligustro, il Prugnolo, L’Alaterno e l’Orniello. Il sottobosco è costituito da Euforbia, Asparago, Clematide, Edera, Biancospino, Corniolo e Ciclamino, quest’ultimo molto bello a vedersi quando in autunno appaiono i fiorellini viola. La lecceta è il tipico bosco di querce sempreverdi mediterraneo che sul Partenio riesce a raggiungere anche i 500 metri. Qui si trovano anche Roverella, Cerro, Carpino orientale, Orniello, Olmo, Acero campestre, Ontano napoletano, Carpinella, Prugnolo e Nocciolo.

Il sottobosco è formato dalla Felce maschio, l’Anemone appenninico, la Sassifraga, l’Angelica, l’Alliara, l’Asparago, la Stellaria, la bella ed elegante Aquilegia, la Lingua cervina, il Pungitopo, la Festuccia e l’Aistolochia. La fascia tra i 500 e i 1000 metri, è occupata dal bosco di Castagno, ampiamente coltivato per i frutti e il legname. Nel sottobosco si possono incontrare il Pungitopo, la Festuca, la Polmonaria, il Polipodio, l’Agrimonia, la Poa, la Rosa selvatica, la Rosa canina, il Giglio rosso. Salendo più in quota, raggiungendo i 1000 metri, si incontra il bosco di Faggio. La faggeta rappresenta la tipica vegetazione di quota dell’Appennino e il Partenio non fa eccezione. Nel parco del Faggio riesce a spingersi anche a quote più basse sfruttando ristagni di umidità dovuti ad avvallamenti con presenza di acqua. Nella faggeta si possono incontrare anche altri alberi e arbusti come l’Acero pseudoplatano o Acero Riccio, l’Acero napoletano, il Salice delle capre, il Corniolo e il Tasso.

Nel Parco del Partenio lo si rinviene fino a 1400 metri di quota. Nel sottobosco si incontrano Belladonna, Agrifoglio, Anemone appenninico, Epilobio, Verga d’oro, Doronico, Bucaneve, Campanula, Geranio rustico, viola e Giglio martagone. Quest’ultimo è piuttosto raro in Campania, ma in alcune zone del Parco, al contrario, risulta piuttosto frequente. Associate al Faggio vivono diverse specie di felci che riescono a prosperare proprio là dove gli alberi diradano e lasciano spazi aperti in cui la luce penetra liberamente. Le felci più frequenti che si incontrano nel Parco del Partenio, nella fascia del bosco di Faggio, sono la Felce femmina, la Felce maschio, il Polistico e la Lingua cervina. Le faggete, in quota, possono cedere spazio ad estese distese prative, utilizzate anche a fini pascolativi. In questi ambienti si possono incontrare specie di elevato interesse naturalistico, come il Garofano selvatico, la Viola dell’Etna, la Viola tricolore, la Crepis, il Narciso, l’Asfodelo, il Trifoglio, la Poa e l’Armeria.

Nei pressi dei torrenti e corsi d’acqua del Parco si rinvengono il Pioppo nero, il Pioppo bianco, il Pioppo tremulo, e a volte anche quello canadese, l’Ontano napoletano, il Carpino, l’Acero di Lobelius. La flora rupestre, infine, ospita Sassifraghe, Edraianto, Campanula, Centaurea, Valeriana, Asperula, Dafne, Pimpinella.